Alessandro Schiasselloni è un pioniere del coaching olistico, un uomo che ha trasformato la propria neurodivergenza in un potente strumento di connessione umana.
La sua storia professionale è intrecciata indissolubilmente con la sua vita personale, fatta di sfide, scoperte tardive e vittorie inaspettate.
Questo racconto biografico ripercorre il suo cammino – dagli inizi difficili come bambino “fuori dagli schemi”, alle conquiste nello sport agonistico, fino alla creazione di un metodo unico che fonde mente, corpo e anima. Con uno stile narrativo ed emozionale, entriamo nel mondo di Alessandro: un mondo in cui ogni differenza diventa talento, e ogni ostacolo un trampolino verso la trasformazione personale e professionale.
Un’infanzia fuori dagli schemi
Alessandro nasce nel 1962 a Santa Margherita Ligure, in un’epoca in cui di dislessia e neurodivergenza non si parlava affatto. Eppure lui, bambino vivace che “non stava fermo” e “sognava troppo”, sentiva già di essere diverso. A scuola veniva considerato svogliato o distratto, e crebbe con la convinzione di essere lui “il problema”. In realtà il suo cervello funzionava in modo speciale: era dislessico e daltonico, e molti anni dopo scoprirà anche di essere ADHD, ossia con disturbo da attenzione e iperattività.
Negli anni ’60 pero’ queste etichette non esistevano – c’erano solo i giudizi.
Fin da piccolo Alessandro percepiva il mondo con sensibilità diversa.
Le parole scritte gli sfuggivano, ma ha imparato ad ascoltare altri linguaggi. Si accorse che esiste un linguaggio sottile, “oltre” le parole, fatto di vibrazioni, sensazioni e intuizioni. Mentre la scuola lo escludeva, la natura e il movimento lo accoglievano: correre nei boschi, arrampicarsi sugli alberi, nuotare nel mare erano le sue forme di espressione.
Il movimento era il suo linguaggio segreto, quello in cui trovava pace e scopriva se stesso.
Già in quegli anni Alessandro imparò qualcosa di fondamentale: ascoltare col cuore e col corpo, più che con le sole orecchie. Questa istintiva capacità di comunicare “oltre le parole” – quasi fosse un linguaggio animale, primordiale – sarebbe poi diventata il tratto distintivo del suo metodo di lavoro.
Dal movimento allo sport: nascita di un campione
La prima grande arena in cui Alessandro incanalò la sua energia fu lo sport. Da ragazzino pratica nuoto e pallanuoto, judo e calcio; nell’adolescenza si dedica al canottaggio agonistico, poi al motocross e al body building, e in età adulta eccelle nello sci alpino e nel ciclismo.
Lo sport non era solo competizione per lui, ma anche terapia: attraverso l’attività fisica poteva finalmente esprimersi senza sentirsi giudicato. I risultati agonistici non tardano ad arrivare.
Alessandro colleziona vittorie e riconoscimenti: diventa otto volte campione regionale nelle gare a cronometro di ciclismo e per due volte vice-campione italiano nelle cronoscala… Nel 2014 veste persino la maglia azzurra della nazionale amatoriale ai Mondiali di Gran Fondo, classificandosi 12° assoluto di una categoria M50 tra le piu’ difficili a livello amatoriale e primo tra gli italiani. Sono traguardi che testimoniano una tenacia e una dedizione fuori dal comune.
Nel frattempo, appena maggiorenne, Alessandro inizia a trasmettere ad altri la sua passione: nel 1980 tiene la sua prima lezione in palestra come preparatore atletico. Quello è l’avvio di una lunga carriera nel campo del benessere fisico. Per oltre vent’anni lavora come chinesiologo e istruttore sportivo, aiutando atleti di ogni livello a migliorare performance e postura. Grazie alle sue esperienze internazionali – ha collaborato con molti atleti stranieri, imparando anche inglese, francese e spagnolo – sviluppa un approccio aperto e inclusivo.
Ma con il passare del tempo Alessandro si rende conto che “non bastava far muovere il corpo: bisognava entrare nell’energia profonda della persona”.
Il solo allenamento fisico non era sufficiente a risolvere certi blocchi o malesseri. Serviva qualcosa di più olistico, capace di coinvolgere mente e corpo insieme.
Dall’atleta al guaritore: verso un approccio olistico
Spinto da questa intuizione, Alessandro intraprende un percorso di formazione instancabile e diversificato. Negli anni amplia le sue competenze abbracciando discipline bio-naturali e tecniche mente-corpo: studia kinesiologia applicata, riflessologia plantare, rilassamento e respirazione consapevole, tecniche di mindfulness, ipnosi e programmazione neuro-linguistica.
Diventa operatore olistico multidisciplinare, specializzandosi nel leggere i segnali del corpo e nell’equilibrare l’energia della persona nella sua globalità.
A questa vasta preparazione pratica affianca anche studi teorici: ottiene certificazioni come Mental Coach, Life Coach, Sport Coach e persino il titolo di Medical Coach® (un coach con competenze mediche integrate). Inoltre si qualifica come Tutor DSA/BES, per poter aiutare chi ha disturbi specifici dell’apprendimento, e si forma in psicologia positiva, neuropsicologia, tecniche di ipnosi, mindfulness e molto altro. Pochi professionisti possono vantare una formazione così poliedrica, e Alessandro è uno di questi.
Questo bagaglio di esperienze lo porta a sviluppare un approccio olistico personalissimo.
Nel suo studio – che si trova presso il Centro Medicina dello Sport di Rapallo – iniziano ad affluire persone con problemi diversi: atleti infortunati, pazienti con dolori cronici, ragazzi con difficoltà di apprendimento, adulti stressati in cerca di equilibrio.
Spesso chi viene da lui lo fa “dopo aver provato di tutto”.
Per molti Alessandro diventa “l’ultima spiaggia”, la persona a cui rivolgersi quando le strade convenzionali non hanno funzionato. E, come sussurrano alcuni suoi clienti, lui è “quello che riesce a vedere l’invisibile”.
Significa che Alessandro ha la capacità di cogliere quei segnali sottili – un dettaglio posturale, un’espressione trattenuta, un’energia bloccata – che spesso sfuggono ad altri terapeuti. E’ li’, in quei segnali invisibili a occhio nudo, che spesso si nascondono le chiavi del cambiamento.
La rivelazione dell’ADHD a 62 anni
Il destino ha in serbo per Alessandro una sorpresa tardiva. All’età di 62 anni, dopo una vita dedicata a capire e aiutare gli altri, Alessandro arriva finalmente a capire qualcosa di profondo su di sé: scopre di avere l’ADHD, il disturbo da deficit di attenzione e iperattività . È una rivelazione folgorante. All’improvviso, tante tessere sparse del suo puzzle interiore trovano il loro posto e si allineano in un disegno chiaro. Quell’irrequietezza motoria, quel pensiero sempre acceso, quella continua ricerca di stimoli che hanno caratterizzato tutta la sua vita non erano “difetti” da combattere, ma semplicemente caratteristiche di una mente neurodivergente.
“L’irrequietezza, il pensiero incessante, la continua ricerca… tutto ha trovato un senso”, dirà Alessandro di questa scoperta. Capisce finalmente perché il suo cervello non ha mai seguito percorsi lineari: “Chi è ADHD non segue percorsi dritti: li inventa”. E in effetti Alessandro, con la sua traiettoria professionale unica, ha sempre inventato strade nuove dove gli altri vedevano vicoli ciechi.
Lungi dal viverla come una diagnosi limitante, Alessandro abbraccia la sua ADHD come una forza propulsiva. Quello che per altri potrebbe essere un disturbo, per lui diventa una sorta di superpotere: la capacità di pensare fuori dagli schemi, di avere dieci idee dove altri ne hanno una, di non stancarsi mai di cercare alternative. “Ogni giorno creo alternative per aiutare le persone a stare meglio.
Questa è la mia forza” afferma con orgoglio.
La scoperta tardiva dell’ADHD, a oltre sessant’anni, lungi dall’essere vissuta con rammarico, dà ad Alessandro una nuova spinta per la sua missione.
Ora ha le parole per raccontare ciò che ha sempre intuitivamente saputo: che essere neurodivergenti non significa essere sbagliati, significa avere un dono nascosto, una diversa forma di talento. E Alessandro decide di mettere apertamente questo messaggio al centro del proprio lavoro.
Oltre le etichette: valorizzare la neurodivergenza
Forte della sua esperienza personale, Alessandro si fa promotore di un cambiamento culturale: guardare oltre le etichette diagnostiche per vedere la persona. Nel suo lavoro quotidiano integra competenze di diverse discipline e collabora attivamente con medici, psicologi, nutrizionisti e altri specialisti, perché crede profondamente nel valore di un’integrazione vera delle prospettive. Non ha mai rinnegato la medicina tradizionale, anzi la rispetta e la integra nelle sue pratiche, convinto che il meglio per il paziente nasca dal dialogo tra approcci diversi . Alessandro stesso è difficile da incasellare in un solo ruolo: non è “solo” un coach, né “solo” un terapista corporeo.
È la somma di tante competenze e sensibilità messe insieme. Questo gli consente di creare percorsi personalizzati per ciascuno: ogni individuo, neurotipico o neurodivergente, riceve un accompagnamento su misura, perché – come lui stesso sottolinea – “ogni persona è diversa, ogni percorso è unico”.
Negli anni più recenti, Alessandro ha rivolto un’attenzione particolare ai giovani e agli adulti neurodivergenti (come ADHD e DSA). Ha iniziato a seguire ragazzi con ADHD nei loro percorsi di crescita, aiutandoli a scoprire e valorizzare i propri talenti speciali. In parallelo forma tutor ed educatori specializzati, trasmettendo le sue conoscenze sul campo a chi lavora nelle scuole o a contatto con i ragazzi… Il suo obiettivo dichiarato è portare avanti un progetto educativo ampio: aiutare le nuove generazioni a capire che essere “diversi” è un valore, non un difetto.
Questo messaggio lo diffonde non solo nel contesto scolastico, ma anche nella vita quotidiana, nelle famiglie e nelle aziende con cui collabora.
Alessandro racconta la neurodivergenza come risorsa, mostrando esempi concreti di persone che, una volta comprese nelle loro peculiarità, hanno potuto fiorire e raggiungere traguardi impensabili. Il suo studio è diventato un laboratorio in cui le differenze vengono coltivate come risorse preziose.
Un episodio emblematico del suo approccio inclusivo riguarda un giovane atleta con dislessia e ADHD che nessun allenatore riusciva a motivare. Alessandro lo ha preso sotto la sua guida e, invece di cercare di “normalizzarlo”, ha trasformato la sua energia apparentemente caotica in grinta agonistica. Quel ragazzo non solo ha ritrovato la passione per lo sport, ma ha iniziato a eccellere, scoprendo dentro di sé un campione. Storie come questa confermano la convinzione di Alessandro: dentro ogni individuo atipico c’è un potenziale unico, un talento in attesa di essere scoperto.
Basta cambiare prospettiva – e avere la pazienza di ascoltare davvero – per far emergere quel dono nascosto.
Il Metodo Schiasselloni: intuizione, esperienza e cuore
Tutta la vita di Alessandro, con le sue svolte e le sue lotte, ha dato vita a quello che oggi viene chiamato il Metodo Schiasselloni. Non cercatelo nei manuali: non è una tecnica codificata in una formula rigida. È piuttosto una sintesi viva di oltre 40 anni di esperienza nel campo sportivo, educativo e olistico.

Il Metodo Schiasselloni è l’unione di tutto ciò che Alessandro è: l’atleta tenace, il dislessico creativo, l’ADHD intuitivo, il formatore e coach empatico, il terapeuta del corpo. In ogni sessione di coaching o trattamento, egli attinge a questo bagaglio multiforme. Può passare con naturalezza da un esercizio di respirazione mindfulness a una stimolazione di un punto riflesso sul piede; da un dialog.o motivazionale sul mindset a un test kinesiologico muscolare.
Ogni strumento è al servizio di un unico scopo: aiutare la persona a ritrovare equilibrio e fiducia in se stessa.
Alessandro ascolta il corpo come ascolta le parole.
Anzi, spesso dà più retta ai messaggi non verbali: “Quando una persona non sa spiegare il suo malessere, è il suo corpo a raccontarmelo” dice. Il suo dono speciale è proprio questo: saper leggere i segnali sottili. Un leggero irrigidimento delle spalle, uno sguardo sfuggente, un tremore nella mano – sono dettagli che per Alessandro parlano forte e chiaro. E paradossalmente, questo talento nasce dalla sua dislessia: “quando le parole mi confondevano, erano i gesti a guidarmi”. Da bambino, Alessandro ha dovuto affidarsi ai sensi per capire ciò che non riusciva a leggere; da adulto, trasforma quella capacità in uno strumento terapeutico.
Il Metodo Schiasselloni fonde quindi istinto e conoscenza scientifica. Alessandro non esita a utilizzare nozioni di neuroscienza e psicologia (campi in cui si tiene costantemente aggiornato) insieme a tecniche antiche come la riflessologia o lo yoga. Crede nell’equilibrio tra mente e corpo, ma anche tra razionalità e intuizione. I risultati gli danno ragione: molte persone trattate da lui riferiscono di aver finalmente trovato risposte che cercavano da anni, proprio grazie a quell’approccio integrato e umano.
Oggi Alessandro è riconosciuto come docente e formatore in varie discipline: insegna riflessologia plantare e kinesiologia applicata in percorsi accademici accreditati, forma nuovi mental coach e preparatori atletici, ed è iscritto agli albi professionali di settore. Nella sua figura convivono, in armonia, il Medical Coach® (esperto di coaching integrato alla salute) e il “guaritore” olistico, l’allenatore e il mentore. Questo mix unico lo rende un punto di riferimento per chiunque cerchi un percorso fuori dall’ordinario. Affidarsi a Alessandro significa trovare una guida autentica, uno che “ha camminato anche lui nel buio e ha imparato a vedere la luce in quella oscurità”.
Nel Metodo Schiasselloni c’è infatti tutta la luce che Alessandro ha scoperto uscendo dal proprio buio, e quella luce ora la usa per illuminare il cammino degli altri.
Tra libri, progetti e conferenze: condividere la trasformazione
Alessandro non si è limitato al lavoro in studio: ha sentito il bisogno di condividere le sue intuizioni e la sua visione anche attraverso libri, progetti divulgativi e interventi pubblici. È infatti autore di una trilogia di libri autobiografico-motivazionali, pubblicati come serie “Il cacciatore di sogni”. In queste opere – A caccia della felicità, A caccia di sogni e A caccia di ricordi – Alessandro accompagna il lettore in un viaggio interiore tra ricordi d’infanzia, riflessioni sul presente e aspirazioni future. Con uno stile narrativo onirico e profondo, egli invita ciascuno a riscoprire “il bambino dei propri sogni che porta sempre vicino al cuore”, a riconnettersi con la propria anima e con quei desideri autentici spesso dimenticati nella frenesia della vita adulta. Non sono semplici libri motivazionali: ogni volume può essere letto su più livelli, quasi fossero testi sapienziali. C’è il livello della storia personale di Alessandro – ricca di aneddoti e flashback – ma c’è anche un livello simbolico e uno “strumentale”. Molti lettori infatti utilizzano questi libri come una sorta di oracolo quotidiano: aprono a caso una pagina e trovano proprio la frase di cui avevano bisogno in quel momento. Non è magia, ma la conseguenza della profondità con cui i messaggi sono stati scritti: parlano direttamente all’inconscio di chi legge. Durante le sue sessioni, Alessandro stesso a volte invita i clienti a fare questo esperimento, e “caso strano viene fuori il sunto di quanto avevamo appena individuato come necessario per il prossimo passo di cambiamento”. È un modo creativo per coinvolgere il coachee nel proprio percorso e stimolare riflessioni fuori dagli schemi.
Oltre alla trilogia, Alessandro ha sentito la necessità di dedicare un libro specifico al tema che più gli sta a cuore negli ultimi anni: la valorizzazione della neurodivergenza.

Nel 2024 ha pubblicato “ADHD – Un’Avventura Invisibile: Scoprire il Dono Nascosto della Neurodivergenza”, una guida ispirazionale che unisce il racconto della sua esperienza di uomo ADHD con consigli pratici e spunti per chi vive o lavora con la neurodiversità. In questo libro Alessandro rivolge un messaggio chiaro a tutte le persone “divergenti”: dentro di voi c’è un dono, un talento spesso invisibile agli occhi degli altri, che aspetta solo di essere portato alla luce. L’opera ha ricevuto ottime recensioni e testimonia l’impegno di Alessandro nel diffondere la cultura dell’inclusione ben oltre il suo ambito professionale diretto.

Alessandro è anche un attivo conferenziere e divulgatore. Ha partecipato come relatore a convegni sul coaching sportivo e sulle discipline olistiche, e tiene periodicamente seminari formativi. La sua voce è arrivata in radio e in televisione: è stato ospite di trasmissioni RAI (come Radio1 “Life”) per parlare di riflessologia plantare e benessere naturale, e ha rilasciato interviste su emittenti nazionali condividendo la sua esperienza di coach e di persona neurodivergente. Attraverso i social network e il suo blog personale, continua a raccontare storie di trasformazione e a fornire consigli gratuiti – un modo per restituire almeno un po’ di quanto ha imparato a chiunque ne abbia bisogno.
Alessandro organizza incontri di sensibilizzazione sull’ADHD e i DSA affinché insegnanti e studenti possano comprendere meglio queste condizioni e creare ambienti più accoglienti.
Allo stesso modo, collabora con società sportive per introdurre tecniche di mental training inclusive, che tengano conto delle diverse modalità di apprendimento e concentrazione degli atleti.
Non manca, infine, l’impegno nel coaching individuale: ciò che Alessandro forse ama di più rimane il lavoro “uno a uno”, quelle sessioni intime in cui vede la persona fiorire passo dopo passo. Nelle sue percorsi personalizzati c’è spazio per tutto: dall’elaborazione dei ricordi del passato, al disegno di obiettivi futuri, fino agli esercizi pratici quotidiani per il benessere psico-fisico. Alcuni dei suoi clienti sono manager in cerca di un nuovo equilibrio di vita, altri sono genitori di bambini ADHD che vogliono strategie per aiutarli, altri ancora sono atleti che lavorano sul mindset per superare un blocco mentale.
Ciascuno trova in Alessandro un ascoltatore attento e uno sparring partner nell’allenare la propria resilienza.
Un messaggio di trasformazione e speranza
La vicenda umana e professionale di Alessandro Schiasselloni insegna che dalle difficoltà possono nascere straordinarie risorse. Quel bambino degli anni ’60 etichettato come “pigro” e “incapace di imparare” si è trasformato, attraverso un lungo viaggio, in un formatore capace di ispirare migliaia di persone. Ha saputo trasformare il buio iniziale – fatto di incomprensioni e senso di inadeguatezza – in una luce potente che oggi guida gli altri fuori dalle proprie oscurità. La scoperta della sua neurodivergenza in età adulta è stata per lui un punto di svolta emozionante: un momento in cui ha potuto dirsi che andava bene così com’era, che anzi proprio la sua mente “diversa” era stata la chiave dei suoi successi. Questo gli ha dato ancora più forza nel portare avanti la sua missione: dimostrare che ogni persona, soprattutto se neurodivergente, ha un talento unico da offrire al mondo.
In un’epoca in cui spesso si cerca di omologare e “normalizzare” tutti, la storia di Alessandro grida l’importanza di essere fedeli a se stessi.
Il suo approccio olistico, che unisce scienza e istinto, professionalità e cuore, mostra come si possa fare coaching e formazione con autenticità e umanità.
Chi lo ascolta durante una conferenza o legge un suo libro ne esce con la sensazione che cambiare è possibile, che anche la situazione più complicata può trasformarsi in un nuovo inizio. Alessandro è solito ripetere ai suoi coachee una frase che riassume bene la sua filosofia: «La tua energia non è un problema da gestire, ma una risorsa straordinaria da valorizzare!» . Questo motto, in apparenza semplice, contiene in realtà un messaggio rivoluzionario: ciò che crediamo un nostro limite può diventare il nostro punto di forza, se solo cambiamo prospettiva.
Con la passione di un eterno sognatore – quel bambino interiore che a 60 anni “ama ancora sognare” e custodisce i suoi sogni come felicità e pace interiore – e con la competenza di un professionista a 360 gradi, Alessandro Schiasselloni continua ogni giorno a lasciare un segno. Attraverso i suoi progetti, i suoi libri, le sue conferenze e i percorsi individuali che cura con dedizione, diffonde un messaggio di speranza e trasformazione. Invita ognuno di noi a guardarsi dentro, a riscoprire la propria “ombra” e la propria luce, a credere che non è mai troppo tardi per trovare il proprio cammino.
La sua storia lo dimostra: dal buio può nascere la luce più splendente.
E Alessandro, con umiltà e passione, quella luce ha scelto di condividerla con il mondo.
“Con affetto e stima per sempre dal sottoscritto, e da tutta la mia famiglia.
P.G.”
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